Ma perchè oggi si stanno uccidendo?

“Dobbiamo essere pronti a difenderci altrimenti le nostre tradizioni spirituali e culturali saranno sradicate. Perfino i nomi dei Dalai e Panchen Lama saranno cancellati. I monasteri verranno saccheggiati e distrutti, monaci e monache uccisi o scacciati, diventeremo schiavi dei nostri conquistatori, ridotti a vagabondare senza speranza come mendicanti”

Sembra una frase da medioevo, lontana dai giorni nostri, eppure fu detta meno di 80 anni fa e si riferiva agli anni che dovevano venire, ai nostri anni.

TIBET, tutti ne parlano, no scusate, tutti ne sentono parlare, ma perchè oggi si stanno uccidendo?

Primo, non è da oggi, il Tibet fu nelle mire della Cina, e non solo, da ancora prima che si istauro la repubblica cinese, ancora al tempo delle famiglie imperiali, che poi non era tanto tempo fa (1911).

E perchè? I motivi sono sempre i soliti:

posizione miticamente strategica

giacimenti di minerali preziosi (oro, uranio in questo caso)

perché il territorio è vasto, ma c’è poca popolazione.

Quindi il Tibet è da sempre in guerra con la Cina che vuole annettere il suo territorio nel loro, e la anche, più volte, dichiarato pubblicamente:

“Durante il discorso del 1° ottobre, Mao citò, appunto, uno ad uno i territori che sarebbero stati ricondotti alla Cina: l’isola di Hainan (occupata tra il Marzo ed il Maggio del 1950), l’isola di Taiwan, le isole Pescadores, Spratley, Quemoy, Matsu, la regione indiana dell’Aksai Chin (Ladakh, conquistato nella guerra del 1962), la regione indiana controllata dalla britannica Agenzia della frontiera nordorientale (North East Frontier Agency, NEFA), regione dell’alto corso del fiume Brahmaputra) ed, appunto il Tibet.”

Sfruttando il fatto che l’opinione pubblica di tutto il mondo era concentrata sulla guerra della Corea, scoppiata a giugno del 1950, il 7 ottobre del 1950, la Cina marcia sul Tibet uccidendo 8000 soldati tibetani con una certa facilità, considerando che l’esercito tibetano ha una funzione pressoché cerimoniale.

L’invasione fu considerata dall’Europa come un affare interno della Cina, e opportunamente scansata, l’America era già impegnata in Corea e venne ancor più impegnata in quel luogo dal fatto che la Cina dopo 2 settimana dall’invasione del Tibet intensifico le suo truppe in Corea, apposta per infognare in quel posto l’America, già spaccata in patria sul fatto di rimanerci o no.

Molti personaggi illustri, soprattutto indiani, mossero pesanti critiche alla Cina, ma negli annali delle Nazioni Unite, a quella data, l’unico Paese che sollevò la questione fu il Salvador.

(e poi noi ci facciamo fighi con la moratoria sulla pena di morte, Italia….. ma smettila)

Il 23 maggio 1951 una delegazione tibetana, che era andata a Pechino per discutere sull’ invasione fu obbligata a firmare il cosiddetto “Accordo dei 17 punti” sulle misure per una pacifica liberazione del Tibet sotto minaccia di un aumento di azioni militari in Tibet. Dopo di allora la Cina usò questo documento per attuare il suo piano di trasformare il Tibet in una colonia cinese senza tenere alcun conto della forte resistenza da parte del popolo tibetano.
Il trattato del 1951 venne firmato non come un vero e proprio trattato di pace, ma come
diktat sotto la pressione cinese. Il Tibet doveva rinunciare, tra l’altro, ad una politica estera autonoma, a batter moneta, a stampare francobolli. Poiché alcune riforme del nuovo governo, tra le quali quella di una redistribuzione delle terre, sarebbero risultate impopolari, queste vennero proposte solo nelle regioni più periferiche del Kham orientale e nell’Amdo.

Nel 1955 l’America prese l’iniziativa, e ordino alla CIA di organizzare e addestrare la resistenza tibetana, dopo 15 anni Richard Nixon fermo il progetto, per ristabilire i rapporti di pace tra Cina e America.
Le rivolte ottennero solo migliaia di morti tra gli uomini, le donne e i bambini tibetani.

Tornando nei giorni nostri, dagli inizi di marzo sta divampando una forte protesta contro il governo cinese, scatenando arresti, omicidi, repressioni brutali, oscuramento di fonti di informazione queli YOUTUBE, che potevano far capire al mondo cosa realmente sta succedendo, e il ritiro della stampa estera dalla Cina.

Alla dichiarazione della Cina secondo cui il Dalai Lama sta fommentando le rivolte, lo stesse Dalai Lama oggi ha dichiarato che si dimetterebbe dalla carica di Dalai Lama se questo facesse smettere gli omicidi, affermazione provocatori in quanto non puo dimettersi da tale carica, in quanto non è una carica ma uno stato di fatto.

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Ma perchè oggi si stanno uccidendo?ultima modifica: 2008-03-19T00:15:00+01:00da claudiocolombo
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6 pensieri su “Ma perchè oggi si stanno uccidendo?

  1. Tibet Libero e indipendente.

    E libertà per tutti i popoli del mondo. Tutti hanno il diritto di governarsi da sé.

    E Vaffanculo a tutti quelli che vogliono imporre il proprio dominio e la propria cultura su altri popoli, che se ne stiano a casa loro -.- il bene piu prezioso dell’umanità è la diversità.

  2. Non so, boicottare le olimpiadi … ci ho pensato anche io..
    Le olimpiadi sono un mezzo per portare una ventata di libertà e di occidente alla popolazione della cina… magari vedendo che per noi la libertà non è un optional ma una cosa abbastanza quotidiana li si spingerebbe ad aspirare a qualcosa di meglio… forse….

    Non so cmq…

  3. …eccomi qui!!!! ci sono ci sono… presto troverai un nuovo post… appena avrò un attimo per scrivere…ultimamente questi attimi sono durati così poco, che non valeva neanche la pena a iniziare a scrivere… comunque…ringrazio per questo tuo “articolo” perchè lo definirei un articolo, tipo di giornale, con la spiegazione di quello che succede in Tibet…. ti ringrazio perché non avevo capito granché di quello che sta succedendo laggiù…e spesso le notizie sono un pò confuse e poco raccontate…. ti auguro una buona Pasqua, e una divertente Pasquetta…missfunny5

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