La differenza è che………

Ok, questo inizia come un post lungo, ma forse non lo sarà, vedremo in corso doperà.

Ho appena finito di vedere Donnie Darko, e non sono riuscito a capirlo fino in fondo, ciò mi turba profondamente, domani leggerò quintali di recensioni e forum su questo film.
Poi ho letto un post sul blog di Loman (http://loman.it/greenkey/2008/02/05/ancora_politica).
Lo so, il solito argomento, la politica…..
Questo eterno mostro, no aspetta, i mostri sono chi la fa, non lei.
Per citare il testo di un libro: “Il fatto è che la vera grazia e la vera cattiveria albeggia nella mente degli uomini”
Ovviamente il discorso era più ampio, come qui… insomma potremmo ridurre tutto a dire:
che schifo, il solito mangia mangia dei politici, il menefreghismo dei bisogni del popolo o come dice Loman il fallimento della democrazia.

Cito Loman: “la differenza è che questa volta sono stufo di votare il meno peggio.
votare il meno peggio, era una frase che mi ripetevano in tanti la prima volta che votai, si, tanti, e a quei tanti rispondevo che NON VOGLIO votare il meno peggio, voglio il meglio cazzo, esigo il meglio, quale uomo, quale essere senziente messo su sta terra con l’unico scopo di percorrere una via e migliorarsi, selezionando le persone che ci circondano.

Poi, col tempo, arrivai a quel dilemma a cui ora è arrivato Loman, votare…. Perché?
Se chi va su fa i suoi interessi, va su uno di destra e fa i suoi interessi, va su uno di sinistra e fa i suoi interessi, va su uno di centro e fa i suoi interessi, va su uno di “inventati un nome una fazione tanto è uguale” e fa i suoi interessi.
Ma i nostri interessi, l’Italia, esiste solo per chiederle soldi per alimentare i loro interessi;
o esiste per ripartizione i rifiuti di una parte di essa che non li vuole, pur avendoli prodotti.
Cosè l’Italia?

Penso che prima di darle un governo avremmo dovuto riflettere su questo, cose l’Italia, e poi pensare a come governarla, avendo ben in mento cosa sia e di che cosa ha bisogno e con la volontà di darglielo questo qualcosa.

Votare?

Comincio a pensare che i Francesi facciano bene, a bruciar macchine e rompere tutto, il governo ha paura di loro, ho visto un documentario su le varie assistenze sociali e diritti che ci sono in vari stati nel mondo, i francesi sono molto coccolati dal loro governo e quando gli hanno chiesto perche? Hanno risposto: “Hanno paura, hanno paura del popolo.”

Non votare probabilmente non serve a nulla, un governo ci deve pur essere, e finche avranno questo diritto dalla loro, di darci un governo, faranno quello che vogliono….
No, noi dobbiamo farli andare al governo e dobbiamo costringerli a fare quello che è meglio per noi, non per loro.

Ogni volta che qualcuno vuole indire un referendum è un casino, c’è sempre una stragrande maggioranza di politici che non lo vuole, e se arriva a noi, ce lo fanno passare come una perdita di tempo.
Sono stato scrutinatore all’ultimo e ho sentito dei commenti dalla gente che veniva allucinanti;
per loro era una perdita di tempo, una cosa che non volevano fare, sveglia stupidi, e prendete in mano questo paese, questo continente, questo mondo, perche se non lo fate voi, lo faranno pochi altri, furbi, certo più furbi di voi sicuramente, e poi non lamentatevi che non fanno nulla per voi, se voi stessi non fate nulla per tutti voi.

Mi piacerebbe ricevere qualche commento, una piccola discussione, a questo post, non scrivero per un po, lo lascerò lì, come primo post di quando entrate.
Datemi soddisfazione, datemi speranza, però poi continuate a darmela, parlatene, con amici, con conoscenti;
diamo una coscienza politica a questo paese, inteso come insieme di persone, atte a vivere insieme, non tenute insieme da dei confini, ma da una vita, che bene o male che sia ci unisce.

Mi fa pena quella gente che dice di non interessarsi di politica perche tanto non cambia nulla, mi fa pena, mi fate pena se siete li a leggere questo post, sempre che non lo abbiate schifiato subito dopo aver visto l’argomento.

Sto usando un pò di toni duri, ma è quello che penso.

La differenza è che………ultima modifica: 2008-02-05T03:15:00+01:00da claudiocolombo
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15 pensieri su “La differenza è che………

  1. Ciao. Innanzitutto grazie per aver scritto il post qui sopra. Almeno so che c’è ancora qualcuno che sa avere una propria opinione senza stare nelle solite banalità con cui la gente ormai sembra programmata.

    Ci vogliono persone capaci di pensare fuori dagli schemi e capaci di andare alla radice del problema, ma purtroppo il 95% della popolazione non fa che ripetere le solite cose a cui sono stati addestrati a pensare…

    Si, addestrati, così che quando qualcuno si permette di dire qualcosa di radicale mettendo in dubbio i dogmi che lo stato inculca in ogni suddito per indurlo all’obbedienza invece che riflettere sulla verità o sulla giustezza di quelle parole si taglia con un no comment o un “ma sei matto” che possono chiudere la discussione ma non potranno risolvere mai il problema.

    E così si ritorna sempre alle solite menate, alle ennesime guerre destra/sinistra, fascisti/comunisti , gli uni contro gli altri ad insultarsi a vicenda mentre in realtà tutti loro non fanno che sfruttare la gente da qualunque parte stiano… tanto “loro” sanno benissimo che non avranno problemi, tanto i sudditi sono impegnati a begare tra loro e al limite basta mettere in tv le immagini di qualche calciatore sfigato per far scordare i problemi e far si che tutti i cagnolini addestrati tornino a sventolare le bandierine di quello stato che li prende a calci dalla mattina alla sera.

    Grazie, quindi.

    Massi.

  2. Grazie, ma è triste ringraziare per questo,
    ma purtroppo il mondo va in quella direzione,
    la direzione dei vegetali programmati, guardate le nuove generazioni, sono una delusione, vedo i ragazzini di 15anni messi veramente male.
    Non hanno un idea, un opinione, vandalizzano e basta.
    Si anche gran parte della gente di 50anni è cosi, ci hanno cresciuto cosi.
    Gli ideali sono morti e cosa peggiore lo ammettiamo, invece di dire no e farli risorgere a miglior vita, basterebbe poco, veramente poco;
    ma preferiscono comprare l’ultimo cellulare uscito con mille funzioni che neanche sanno come si usano e a cosa servono.

    Sono amareggiato.

    E se non vanno dietro ad un politico, vanno dietro ad un antipolitico,
    esempio Grillo, grande persona, ma finche lo ascolti, dici bravo, ti indigni per ciò che dice, è solo un altro organo di controllo;
    ascoltalo e poi informati su ciò che dice, nemmeno quello che dice lui è oro colato.

    Quel poco che dicevo prima è proprio questo, avere la voglia di informarsi, di ascoltare, di leggere, di cercare informazioni, non solo della campane che ti piace sentire, ma di tutte, è dal medioevo che si sa: l’informazione/cultura è potere
    E loro ti inondano di informazioni, ma non sono vere o sono manipolate, confutatele, cercate informazioni sulle informazioni che vi propinano, mettetele a confronto.

    È per questo che mi piace parlare con te MAX, è sulla questione dello stato vaticano, si bhe, a pensarci bene non hai tutti i torti, meglio cosi, anche se non mi soddisfa ancora.

  3. Bene, sono davvero contento di aver fatto parire qualcosa.

    … però cerchiamo di capire a che serve.
    Discuterne fa bene, non c’è che dire, quello che mi sconforta è però che le discussioni non portano a nulla.
    Ormai sto capendo, anche nel lavoro di tutti i giorni (riunioni, colloqui con colleghi, capi, consulenti…) o a casa che le discussioni sono utili solo se alla fine ci si chiede “Quindi?”.

    Eccoci al dunque l’Italia fa schifo per com’è ora, QUINDI? Rispondiamo con l’italianissimo “ma che ci puoi fare?” o “eeh, le cose vanno così non sarai certo tu a cambiarle”, queste sono cose che a me fanno saltare i nervi.
    Cosa facciamo?

  4. Bhe, discuterne in effetti e solo il primo passo, ma bisogna andare per piccoli traguardi.
    Cominciare a far discutere la gente porta ad uno sviluppo di idee, che dovrebbero sfociare a loro volta in azioni.
    Di sicuro non è un progetto a breve scadenza, ma prima si inizia prima si finisce.

    Sono d’accordo con te, anche io mi accordo nelle riunioni lavorative che si fanno tanti bei propositi, ma poi si cozza contro la vita vera, è pure vero che dalla prima riunione ad oggi alcune cose sono cambiate, oddio siamo ancora ben lontani dai propositi della prima riunione, figuriamoci dell’ultima, ma piano piano.

  5. Beh caro gk, un cambiamento o lo si fa con le buone o con le cattive.

    Io di costruire bombe non son capace, armi non me possiedo, ergo pur non negando una possibile soluzione di questo genere, per ora preferisco usare il metodo “con le buone”.

    E come si fa un cambiamento con le buone? semplice convincendo la gente ad abbattere i tabù che imprigionano il loro pensiero, cioè con le parole e col ragionamento.

    Come si fa? si continua a tentare di far ragionarela gente in profondità sulle cose che ci propinano ogni giorno invece che prenderle come fossero oro colato, l’unica soluzione per ora è questa , è compito difficile e mooooolto noioso, lo so bene.

    QUINDI? quindi l’hai detto tu , hai fatto partire qualcosa, una discussione , che può anche portare nel nulla ma che è l’unico strumento che possa esistere per convincere la gente a ragionare.
    Quindi niente. si deve parlare con la gente

    Io lo faccio quando capita l’occasione. Lo faccio probabilmente nel modo sbagliato, rompendo i loro tabù davanti ai loro occhi, magari apparendo un po’ “fuori” o rischiando che la gente trovi così strane le affermazioni che faccio da rifiutrarsi di ragionarci sopra. Vabè pazienza, almeno ci ho provato.

    Certo non si può pretedere che la gente si metta a pensare troppo… si hanno altre cose da fare, ma almeno potrebbe darsi che in un angolino magari del subconscio un semino sia rimasto, e che in un futuro, chissà, per un motivo o per l’altro si potrà generare una piantina, un pensiero , un cambiamento.

    Mah, si vedrà….
    Intanto te salùdi.
    Max.

  6. Noto con assoluto dispiacere che alla fine siamo sempre noi gruppetto a parlare e a tirar fuori i nostri pensieri, sia che siano condivisi o no; eppure ci sono state visite nuove sul blog, non dite di no, le tengo monitorate.

    Comunque, oggi prime trasmissioni pre campagna elettorale su raitre e canale 5.
    Che dire, voglio proprio vedere come si articolano le varie alleanza, da una parte Fini e Casino, che dopo averne dette di tutti i colori tornano dal paparino Berlusconi, e poi Casini mi viene a dire che è coerente da 15anni, ma falla finita, d’altra c’è il nuovo partito Democratici, “noi andremo al voto da soli”, oggi erano li a dire che avrebbero vagliato alleanza e possibilità di un programma condiviso, e intanto ripetevano che andavano da soli ed erano coraggiosi, intervallavano cosi tanto e cosi bene le due cose, diametralmente opposte, che sembravano quasi giuste.
    La verità è che puoi anche andare da soli alle elezioni, ma poi per governare ti serve il 51% e da solo col cazzo che ci arrivi a una percentuale del genere.

    Devo dire la verità, io aspetto con ansia di sapere con chi vanno i Radicali e con che motivazione, e anche di sapere con chi va la Lega e le motivazioni, anche se li si sa già con chi va.

    Vedremo

    Intanto, insisto, se volete, anche per sbaglio, dire la vostra, potete anche dare ragione a qualcuno di noi che ha già parlato, non bisogna per forza dare contro, come ci hanno ampiamente fatto intendere i vari talk show televisivi di bassa lega, ormai quasi tutti.

  7. Mah.. probabilmente sono parole sprecate, la politica vera è noiosa almeno quanto è importante.
    La maggior parte della gente si riduce ad un tifo da stadio, non ha voglia di ragionare sulle singole e troppe implicazioni delle scelte che si fanno. Invece urlare qualche slogan e sventolare una bandierina è facile. Peccato che faccia piu male che bene.

  8. Colo c’è poco da fare.. io quando penso alla politica mi incazzo.. perchè vedo solo marcio..

    L’unica vera rivoluzione sono le armi.. non stò scherzando ci vuole un partito con le palle che si imponga sul resto della feccia con le armi spargendo sangue a destra e a manca..

    Purtroppo l’unica vera soluzione è una politica del terrore..
    Ovviamente sapete verso chi punterei le armi io..ehhe
    Le parole non servono a nulla.. qua c’è poco da fare.. o si corre ai ripari prima del punto di non ritorno o si finisce come l’argentina…

  9. Eh andre, non pensare che non sia combattuto anche io tra le due opzioni, quella violenta e quella non.

    Ma bisogna tenere presente anche che quando si spara non vince chi ha ragione, vince solo chi è meglio oraganizzato, armato e motivato.

    Per l’organizzazione e per le armi ci vogliono i soldi e, escludendo le intromissioni di paesi esteri, di quelli ne hanno sicuramente di più le persone che comandano ora e che non fanno che rubare e rubare miliardi su miliardi.
    La motivazione invece l’hanno di più i partiti molto ideologizzati ed estremisti di dx o sx… e noi per sopravvivere abbiam bisogno di piu libertà, non di meno.
    Poi tra l’altro che quello(/i) che “vince” chiunque esso sia e qualunque ideologia esso abbia, sapendo di essere il vincitore e quindi il più forte è molto probabile che usi il potere per farsi a sua volta i fatti propri.

    Quindi in caso di una guerra civile è molto piu probabile che la situazione peggiori piuttosto che migliorare se non si sta molto attenti…

    Invece considerando che l’intromissione di paesi esteri è sicura al 100% sia da parte americana che da parte degli altri paesi dell’UE, interessati a mantenere lo status quo per non destabilizzare ancora di piu l’europa e per evitare situazioni simili in altri paesi (non dimentichiamoci che anche spagna, belgio e gran bretagna hanno istanze secessioniste aperte al loro interno e ben più accese e supportate delle nostre) , quindi non so quanto convenga iniziare a sparare, al momento.

    Però, ripeto, è un opzione da non escludersi a priori. Bisogna però trovare il momento giusto e avere prima un organizzazione adeguata.

    Iinvece che costringere con la forza la gente a fare quello che gli dici, sarebbe molto meglio costringerla a parole, facendo capire che sarebbe molto meglio la vita DI TUTTI se invece di uno stato come quello attuale ci fossero dei “cantoni/regioni/staterelli/chiamateli-come-volete” piccolissimi, governati sottoforma di democrazia diretta come in svizzera, autonomi e magari confederati per unirsi volontariamente in alcuni settori tramite accordi (ad esempio solo per avere un esercito di difesa comune o per costruire infrastrutture utili a tutti).

    Peccato che la gente non voglia nemmeno ragionare su possibilità come queste perchè è stata cresciuta con il condizionamento mentale che lo stato itaGliano è sacro più del crocefisso e che è peccato mortale anche solo pensare che esiste qualcosa di meglio…

    Bah, speriamo…Intanto il Veneto ha fatto domanda di statuto speciale. Ovviamente a roma la domanda verrà “dimenticata” in un cassetto e non se ne farà nulla o cmq rifiutata, ma potrebbe essere un buon inizio per fare incazzare ancor di piu la gente e per fare capire loro che aòllo stato centrale non frega nulla della volontà popolare e che l’unica cosa che vogliono è tenere in piedi questo stato per continuare a poterci mangiare come dei porci nella mangiatoia.

  10. p.s: scusate gli errori nel post precedente, non l’ho riletto.

    p.p.s: la frase “Invece che costringere con la forza la gente a fare quello che gli dici, sarebbe molto meglio costringerla a parole, ”
    voleva essere :
    “Invece che costringere con la forza la gente a fare quello che gli dici, sarebbe molto meglio costringerla a pensare”..
    Saluti 🙂

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