3 pietre miliari

Signori e signori,
questa sera mi sono imbattuto in 3 pietre miliari dei telefilm della mia,
ai me passata epoca, infanzia;
e se parlo così a 25anni mi sparo a 31.
Comunque ecco a voi 3 dei telefilm che io, e molti altri, guardavamo da piccoli negli anni 80/90;
e no, non sto parlando dei soliti:
E.T.M., Mc Gyver, Hulk.
Che sì, vanno ricordati, ma mo basta, tutti parlano di questi tre, siate più originali, scavate nella vostra infanzia, ne troverete molti altri, anche più belli;
per quanto, io personalmente, ho visto tutte le puntate di  Mc Gyver, e ancora, ogni tanto mi metto li a provare ad aprire una serratura con un collettilo svizzero, nemmeno seghettato.
Comunque, i telefilm in soggetto sono questi:
 1)
Ralph super maxi eroe

Il telefilm è una commedia sui supereroi in cui Hinkley è un insegnante che riceve dagli extraterrestri un costume speciale dal colore rosso vivo che gli fornisce abilità superumane. La caratteristica distintiva del programma è basata sul fatto che Ralph, avendo perso il manuale di istruzioni, non riesce ad imparare ad usare il costume correttamente, e deve procedere per tentativi. In effetti però, il meccanismo del telefilm è basato sulle difficoltà di un trio di persone comuni nel vivere avventure da supererore nel mondo reale. La serie è tipica dello stile del produttore Stephen J. Cannell, in cui la trama è secondaria alle relazioni tra i personaggi.

 2) Automan
La serie, composta soltanto da tredici episodi (non ebbe un grande successo in America) di circa cinquanta minuti tratta delle avventure di Walter Nebicher, un programmatore poco stimato per il suo lavoro d’ufficio dai superiori, impiegato al dipartimento di polizia di Los Angeles. Walter decide di programmare un videogioco in cui compaia un compagno perfetto per la lotta al crimine, ma in seguito a uno strano sovraccarico nasce Automan, interfaccia fisica simile ad una intelligenza artificiale, una specie di ologramma o immagine tridimensionale che vive al di fuori dello schermo.

Sfortunatamente però Automan consuma molta elettricità e spesso non è in grado di comparire quando Walter richiede il suo aiuto. Anche per questo il programma è in grado di funzionare soltanto di notte, quando cioè c’è una minore richiesta di energia.

In aggiunta il programma crea Cursore, il compagno di Automan fatto soltanto a forma appunto di cursore luminoso. Cursore è in grado di disegnare, e quindi creare, nel mondo reale qualsiasi cosa Automan richieda, come ad esempio macchine ed elicotteri. Automan è l’unica serie televisiva ad utilizzare una Lamborghini Countach, infatti questo è il modello che Cursore disegna quando gli viene richiesta un’automobile. Essendo creati dal computer questi mezzi non sono soggetti alle leggi della fisica, così che, ad esempio, l’Autocar esegue curve ad angolo retto a tutta velocità e Walter ogni volta va a finire schiacciato contro gli sportelli.

Automan è conosciuto dai personaggi della serie come “Otto J. Mann” (in inglese suona molto simile ad Automan) un agente governativo che aiuta Walter nelle sue indagini; l’unica oltre Walter a conoscere la sua vera identità è Roxanne la collega-quasi fidanzata di Nebicher.

 3) Manimal
In un viaggio attraverso la giungla il professor Jonathan Chase (esperto in scienze del comportamento animale presso l’università di New York) scopre di possedere il potere di trasformarsi in qualsiasi animale egli desideri, dai mammiferi agli uccelli. Ereditata questa particolarità dal padre, Jonathan decide di utilizzarla per aiutare i propri amici nella lotta contro il crimine. Diventa così un utile consulente per la polizia che chiede il suo aiuto ogni volta che in un caso vi è il coinvolgimento di animali.

Naturalmente in pochi conoscono il suo segreto, tra questi la detective Brooke Mackenzie che lo scopre subito dopo aver perso il proprio compagno durante un’azione di polizia e il suo vecchio commilitone del Vietnam Ty Earl. Durante la prima stagione Brooke si innamora di Jonathan, ma dato l’accantonamento del progetto non è stato possibile scoprire l’evolversi della loro storia.

Punto di forza della serie sono le trasformazioni di Jonathan, molto drammatiche e relativamente realistiche nonostante i pochi mezzi dell’epoca. Nel passaggio da uomo ad animale il corpo del mutaforma non viene mai mostrato interamente, ma vengono mostrati diversi primi piani di occhi, mani e altre parti del viso. Di grande impatto, ad esempio, risulta l’arricciarsi della pelle e il viso sfigurato dal mutamento.

3 pietre miliariultima modifica: 2007-11-11T00:11:19+01:00da claudiocolombo
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