Realista, pessimista, speranzoso.


Mi sono definito così stamattina,
parlando con un collega di lavoro.
Lui se ne sta andando in pensione e stava scrivendo una mail hai capoccia con le classiche frasi, “Grazie dell’opportunità di una crescita personale e lavorativa….. mi sono trovato bene” e via dicendo, al che gli ho chiesto se lo pensava veramente, la sua risposta è stata che non lo pensava del tutto, insomma ha sempre pensato, specialmente nell’ultimo periodo che la società (parliamo di una multinazionale) non gestisce al meglio le proprio risorse umane, tradotto senza mezzi termini, tratta la gente come pezze al culo.
Gli ho consigliato di scriverlo, certo, in un modo adeguato e giusto per la persona con cui ti stai relazionando, ma comunque di dirlo, insomma un ultimo contributo alla buona crescita dell’azienda.
La sua risposta è che sono un giovane idealista, perché non girà così, ed è meglio farsi i fatti propri, soprattutto se te ne stai andando e non centri più; tanto girà così il mondo ed è meglio ignorarle certe cose in due modi, o non scrivere la mail, o scriverla e farcirla con tanti bei sorrisi.
La mia risposta è stata che l’Italia si è ridotta e continua a ridursi in un paese di m_ _ _a proprio nel modo descritto da lui e che non sono un idealista, ma un “realista, pessimista, speranzoso”, perché so che le cose che dico nessuno avrà le palle di farle, se non pochissimi, ma ci spero;
in me splende ancora una piccola scintilla di speranza.
Ho continuato incavolandomi anche contro tutti quelli che la pensano così come lui, non fanno un cavolo e poi si lamentano, hanno rotto le palle, devono tutti andare in giro con il sorriso stampato sulle labbra, non a lamentarsi, perché quello che hanno intorno a loro l’hanno voluto loro;
hai fatto qualcosa per cambiarlo? Una minima cosa? Ma minima?

Giusto per essere qualunquista anch’io:
poche parole più fatti.
Ho capito che la classe politica dovrebbe essere la prima a dimostrarlo,
ma cazzo, non lo fanno, lo abbiamo capito, alzi la mano chi non lo ha capito?

Quindi rimboccatevi le vostre belle maniche e date voi l’esempio a loro.

A volte penso che prendere spunto dal film “V per vendetta” non sarebbe male,

un bel BOOM al parlamento e un bel esempio per le generazioni politiche future,
”rispetta il cittadino, il popolo sovrano, o….
Son cazzi!!!!!!”

Realista, pessimista, speranzoso.ultima modifica: 2007-10-30T14:06:16+01:00da claudiocolombo
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2 pensieri su “Realista, pessimista, speranzoso.

  1. Concordo in pieno. Anche io lavoro in un ambiente simile, permeato da sorrisi e ipocrisie.Ma a volte, ti garantisco, accadono eccezioni straordinarie.
    Puoi incontrare,il tuo primo giorno di lavoro, una persona. La prima. Pensare che sarà ; non immaginare che diventerà una parte delle tue cose di sempre.
    Giorno dopo giorno ci si conosce, si diventa Amici. E poi, improvvisamente, ti ritrovi, dopo un anno, a bere una birra insieme. Patatine,risate, un gruppo hard-rock che ti disgusta, ma con lui/lei è divertente.
    Magari non si lavorerà neanche piu’ insieme. Magari è l’ultima volta di uno, oppure dell’altro.
    Ma non importa. Perchè sai di aver trovato qualcosa. Che brilla. e che rimarrà con te. sempre.
    E perchè sai che avrai sempre bisogno di lui/lei. e viceversa.

    Questo breve messaggio lo dedico a una sola persona in particolare. Che, a questo punto, conoscendola, avrà stampato in faccia il suo solito sorriso imbarazzato, di quando riesco a capire. Senza parlare.

    E’ per te.Grazie.per tutto. Sai che non sparirò.

  2. Come al solito……
    sì quel sorriso imbarazzato c’è, è lì, alimentato da mille ricordi degli
    ultimo, e fantastici, 10 mesi.
    Grazie, senza di te non so come sarebbero passati.
    Mi hai dato tanto, spero continuerai a darmelo come finora, cioè senza che te lo chieda.
    Grazie

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